Il Science Centre di Toronto: un viaggio nella scienza tra natura e innovazione

Oggi vi voglio parlare del Science Centre di Toronto, situato a Don Mills. Questo meraviglioso luogo fu costruito nel 1969 come regalo del governo dell’Ontario per celebrare il centenario del Canada (1867–1967), anche se i lavori terminarono con due anni di ritardo.

Fu uno dei primi musei al mondo a permettere ai visitatori di toccare quasi tutto. Prima di allora — e spesso ancora oggi — nei musei era vietato toccare gli oggetti esposti , L’architetto Raymond Moriyama voleva invece che la scienza diventasse un’esperienza fisica, coinvolgente e divertente.. Il Science Centre rivoluzionò questo concetto, dando ai visitatori la libertà di interagire direttamente con le installazioni.


Un’architettura unica immersa nella natura

L’edificio originale è stato costruito in stile brutalista, caratterizzato dall’uso del cemento armato, ma progettato per integrarsi perfettamente con la natura circostante.

Moriyama, invece di creare un unico grande palazzo, decise di rispettare il paesaggio naturale progettando tre edifici collegati da ponti, così da non stravolgere la valle ma renderla parte viva e centrale dell’esperienza del museo.

I tre livelli principali

  • l’ingresso su strada;
  • il ponte vetrato, che offriva una vista spettacolare sugli alberi;
  • le grandi sale espositive nel cuore della valle.

Un museo completamente interattivo

L’interno era pensato come un percorso di scoperta continua: passando da una sala all’altra si potevano esplorare diversi campi della scienza, tra cui:

  • biologia
  • chimica
  • fisica
  • astronomia
  • tecnologia e ingegneria
  • natura ed ecologia
  • percezione umana e neuroscienze
  • matematica applicata
  • arte e scienza interattiva

Ogni spazio invitava a sperimentare, provare e imparare attraverso il gioco e l’esperienza diretta.

Per molti anni il Science Centre è stato una tappa fondamentale delle gite scolastiche e ha accolto milioni di visitatori ogni anno, diventando un luogo simbolo per intere generazioni.

L’arrivo dell’IMAX

Nel 1996 venne aggiunto il cinema IMAX con cupola, destinato a diventare uno degli elementi più iconici della sede storica. L’esperienza immersiva permetteva di vivere documentari scientifici e naturalistici in modo completamente nuovo, amplificando ancora di più il legame tra educazione e meraviglia.

Un museo incastonato nella natura

L’edificio non è semplicemente “appoggiato” sul terreno: è incastonato nella valle. Moriyama rifiutò di abbattere gli alberi o livellare il suolo.

Progettò il museo come tre edifici separati, collegati da ponti vetrati e scale mobili che seguono la pendenza naturale del terreno. L’idea era che, passando da un padiglione all’altro, i visitatori potessero sempre vedere la foresta e il fiume.

Voleva ricordare che, nonostante tutta la tecnologia e la scienza, la natura rimane la base della vita.

Sebbene lo stile venga spesso definito brutalista, per l’uso massiccio del cemento armato, Moriyama preferiva descriverlo come un’architettura “umana”.

Ma chi era Raymond Moriyama?

Raymond Moriyama (1929–2023) non è stato soltanto un architetto, ma una delle figure più profonde e rispettate della cultura canadese. La sua storia personale spiega perfettamente perché il Science Centre fosse così diverso da un museo tradizionale.

L’infanzia e il trauma della guerra

Moriyama era un giapponese-canadese. Durante la Seconda Guerra Mondiale, a soli 12 anni, visse un’esperienza traumatica: a causa del clima di razzismo e guerra, lui e la sua famiglia furono rinchiusi in un campo di internamento nella Columbia Britannica. Suo padre venne arrestato e la sua vita cambiò completamente.
La prima “opera”: la casa sull’albero

Proprio nel campo di internamento nacque l’architetto. Per trovare un luogo dove rifugiarsi e pensare, Moriyama costruì segretamente una casa sull’albero ai margini del campo, utilizzando un’ascia rubata, chiodi arrugginiti e pezzi di legno di scarto.

Quella piccola struttura diventò il suo rifugio spirituale.

Fu lì che imparò ad “ascoltare la terra” e a comprendere che l’architettura non è solo cemento, ma emozione, protezione e libertà. Molti dei suoi edifici più famosi — incluso il Science Centre e l’Ambasciata canadese a Tokyo — nascono proprio da questo concetto di rifugio immerso nella natura.

La sua filosofia: inclusione e umanità

Moriyama credeva che l’architettura dovesse servire la democrazia e l’uguaglianza. Non voleva edifici che facessero sentire le persone piccole o intimidite.

Quando progettò il Science Centre nel 1969, immaginò un luogo dove:

  • tutti fossero uguali, bambini e scienziati;
  • l’errore fosse parte dell’apprendimento;
  • la scienza fosse qualcosa da vivere, non solo da osservare.

Il museo “hands-on”, dove si poteva toccare e sperimentare, nasceva proprio da questa idea: provare, sbagliare e imparare.


Altre opere iconiche

Oltre al Science Centre, Moriyama ha progettato alcuni degli edifici più simbolici del Canada:

  • Toronto Reference Library, con il grande atrio luminoso e le piante sospese;
  • Bata Shoe Museum, celebre per la forma che ricorda una scatola di scarpe aperta;
  • Canadian War Museum a Ottawa, considerato uno dei musei più intensi al mondo, con un tetto progettato come una ferita nella terra che lentamente si rimargina.

Moriyama è scomparso nel settembre 2023, a 93 anni, meno di un anno prima della chiusura definitiva del suo Science Centre. Molti a Toronto hanno visto in questa coincidenza qualcosa di simbolico, come se con lui fosse venuta meno anche la protezione morale di quell’edificio.


Il declino e la chiusura del Science Centre

Nel 2020 decidemmo di visitarlo nuovamente ma, a differenza degli anni passati, notammo subito un evidente declino visivo dell’edificio e dei parcheggi circostanti. La manutenzione iniziava a scarseggiare e, purtroppo, durante quella che sarebbe stata la nostra ultima visita, questo era chiaramente visibile.

Proprio per questo motivo decidemmo di non tornarci più.

Qui il video della nostra ultima visita: purtroppo non potrete più vedere questo piccolo grande capolavoro con i vostri occhi, ma almeno resterà il ricordo di ciò che è stato.

A quanto pare non fummo gli unici a notare il deterioramento della struttura: nel 2024 il Science Centre è stato chiuso, proprio per le problematiche che molti visitatori avevano già iniziato a osservare negli anni precedenti.

Nel giugno 2024 un rapporto ingegneristico evidenziò rischi critici di crollo del tetto. L’edificio non riaprirà più al pubblico. Se oggi si passa davanti alla vecchia sede, si possono vedere i cancelli sbarrati: la struttura è ancora in piedi, in attesa di decisioni sul suo futuro, mentre accanto procedono i lavori della nuova linea metropolitana Ontario Line.

Per anni l’edificio aveva sofferto una cronica mancanza di fondi destinati alla manutenzione.

Il problema del tetto

La chiusura improvvisa del giugno 2024 è stata causata dalla presenza di particolari pannelli in cemento del tetto, chiamati RAAC, che rischiavano di cedere sotto il peso della neve.

Secondo il governo dell’Ontario, il costo delle riparazioni avrebbe superato i 600 milioni di dollari. Per questo motivo è stata presa la decisione di costruire una nuova sede, più piccola, presso Ontario Place, ritenuta economicamente più sostenibile.


Le proteste della città

La chiusura ha provocato forti proteste a Toronto. Molti cittadini, architetti e appassionati sostengono che:

il quartiere di Don Mills perde un centro culturale fondamentale proprio mentre arriva la nuova linea della metropolitana.

l’edificio rappresenta un importante monumento storico e non dovrebbe essere abbandonato;

Dove andare oggi – le sedi temporanee (2026)

Poiché la nuova sede definitiva non sarà pronta prima del 2029, il Science Centre è stato suddiviso in diverse sedi temporanee.

Harbourfront Centre – la sede principale attuale

Qui si è trasferita la maggior parte delle attività.

  • KidSpark, la celebre area dedicata ai bambini sotto i 10 anni, è attiva in questa sede.
  • Espansione estate 2026: i lavori in corso porteranno lo spazio a circa 86.000 piedi quadrati, con nuove sale espositive, laboratori e aree all’aperto.

Prezzo indicativo: circa 15 dollari, meno rispetto ai 22–25 dollari della vecchia sede.

CF Sherway Gardens

La sede temporanea all’interno del centro commerciale Sherway Gardens ha chiuso ufficialmente il 4 gennaio 2026. Le attività sono state trasferite completamente verso il lungolago, al Harbourfront Centre.


Il futuro: Ontario Place (2029)

La nuova sede permanente sorgerà a Ontario Place, vicino all’area di Exhibition Place. Il progetto è attualmente in costruzione ma rimane al centro di molte polemiche, soprattutto perché sarà circa la metà della grandezza dell’edificio originale.


Consigli pratici per la visita oggi

Se acquistate un biglietto:

  • controllate che sia per il Harbourfront Centre;
  • la prenotazione è obbligatoria con ingresso a fascia oraria (timed entry);
  • nei weekend i posti si esauriscono rapidamente.

Sono attivi anche eventi speciali come Kids’ Night Out, con attività dedicate a temi scientifici specifici, dal funzionamento del cuore alla chimica dei dolci.

Oggi l’esperienza è più piccola e urbana, affacciata sul lungolago, ma molto diversa dal viaggio immerso nel bosco che offriva la storica sede di Don Mills.

Ci vediamo alprossimo articolo

Cristina


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